Dizionario dentale

Rimozione del tartaro presente su tutta la superficie del dente, sia sopra gengivale che sotto gengivale. Tale operazione si esegue utilizzando vari tipi di strumenti, rotanti, vibranti, a mano e anche ultrasuoni.

Situazione in cui le superfici masticatorie si usurano per eccessivo consumo. Tale situazione può dipendere da diverse cause, tra cui: bruxismo,spazzolamento dei denti con spazzolini duri e utilizzo di dentifrici ad alto contenuto corrosivo. Lo spazzolamento troppo aggressivo può inoltre rovinare i colletti e rendere il dente molto sensibile agli stimoli del caldo e del freddo.

Componente dell’impianto che è di collegamento tra l’impianto e la corona del dente.

Situazione in cui vi è una differenza tra i denti e la superficie ossea;i denti troppo grandi non trovano il loro naturale spazio di allineamento e quindi si accavallano gli uni sugli altri.

Afta o anche chiamata stomatite aftosa,è un’ulcera all’interno della cavità orale, di forma rotondeggiante e che non supera i 10 mm. Colpisce maggiormente le donne e compare spesso tra i 10 e i 20 anni.

Detta anche stomatite aftosa è una malattia virale che colpisce le vie orali o vulvari.

Si intende la mancanza permanente o temporanea di uno o più denti.

Odore poco gradevole dell’alito. Le cause sono diverse, possono essere patologie di varia natura (nasale, polmonare, metabolica…) l’abuso di alcool,e problemi al cavo orale come gengiviti, etc

Infiammazione dell’alveolo dovuto ad infezione; in genere accade dopo una estrazione che non si rimargina bene.

Cavità presente nella bocca e precisamente nella mascella superiore ed inferiore atta ad ospitare il dente.

Materiale utilizzato nel restauro di denti cariati,in genere formato da mercurio, argento e altri materiali. Oggi è poco utilizzato; si preferiscono i compositi di resine o di ceramiche.

Malattia che colpisce sia la struttura che l’aspetto dello smalto dei denti che appare più sottile. I denti sono per cui di un colore giallognolo.

E’ la situazione in cui non vi è uno scioglimento delle radici dei denti che quindi si fondono con la mandibola. Il dente perciò non cresce normalmente.

Tecnica in cui l’anestesia viene iniettata all’interno dell’osso spugnoso.; si utilizza questo particolare tipo di anestesia dopo che la a. plessica non ha fatto effetto. Per procedere all’iniezione intraossea è necessario procedere secondo queste fasi:

1 – si inietta l’anestetico nella zona interessata;

2- Fibromucosa e coricale ossea vengono bucate con una fresa calibrata per l’inoculazione intraossea;

3 -  l’anestesia viene iniettata nella spugnosa ossea.

Anestesia che viene iniettata in vicinanza del dente da curare nel plesso nervoso limitrofo. Tecnica utilizzata soprattutto sui denti superiori che hanno una mucosa più porosa che quindi assorbe meglio l’anestesia.

Liquido atto alla sedazione di centri nervosi. Si trova in fiale per facilitare la sua iniezione.

Sostanza chimica la cui funzione è combattere l’infezione di un tessuto, bloccandone lo sviluppo microbico.

Foro apicale alla base della radice dentaria attraverso cui passano i vasi sanguigni e il fascio di terminazioni nervose.

Estremità della radice di un dente in cui è presente il forame apicale.

Intervento chirurgico d’elezione che consiste nel rimuovere chirurgicamente l’apice radicolare del dente e i tessuti necrotici circostanti a causa di ascessi o granulomi. Si ricorre a tale procedura quando non sia possibile intervenire con trattamento canalare attraverso la corona dentaria.

Disfunzione dell’attività respiratoria durante il sonno dovuta all’occlusione dell’orofaringe da parte della lingua. Tali episodi sono significativi dal punto di vista patologico quando vi siano apnee della durata maggiore di 10 secondi, che si presentino anche per 5 volte nell’arco di un’ora. Ciò provoca vari disturbi al paziente che ne è affetto, tra cui problemi cardiovascolari e difficoltà nella concentrazione e nella memoria.

Insieme di strutture anatomico-funzionali coinvolte nella masticazione.

Dispositivi ortodontici mobili, utilizzati in genere in età puberale e pre-adolescenziale, che sfruttano la forza muscolare del paziente indirizzando la crescita positiva delle strutture dentarie.

Dispositivo medico che influenza la crescita dentaria permettendo l’allineamento dei denti, così da migliorarne l’aspetto estetico ma soprattutto la funzione masticatoria.

Apparecchio ortodontico trasparente che non si nota quando è utilizzato dal paziente.

Dispositivo ortodontico i cui attacchi sono inseriti sulla superficie interna del dente, rivolgendosi così alla lingua e non alla parte esterna, non causano disagi estetici.

Strumento meccanico professionale utilizzato in campo odontotecnico per riprodurre i movimenti funzionali delle arcate dentarie su modelli in gesso.

Processo infiammatorio locale a carico di un tessuto infetto nel quale si raccolgono cellule leucocitarie che combattono l’infezione originatasi, cellule sanguigne e materiale suppurativo.

Chiamato anche epitelio giunzionale, è la porzione di tessuto che riveste internamente la gengiva.

Elemento costitutivo di un dispositivo ortodontico fisso che poggia sul dente ed a questo è saldato.